Gli 8 cambiamenti portati dalla comunicazione digitale – Prima Parte

Molti definivano la comunicazione digitale come una moda passeggera: nessuno si immaginava che avrebbe cambiato così profondamente le nostre abitudini, andando a influenzare i nostri comportamenti quotidiani e quindi anche come decidiamo di acquisire beni e servizi. Cambiamento che interessa anche le aziende e il loro modo di porsi al mercato. Nell’articolo, ci soffermeremo su 8 aspetti che il digitale ha rinnovato nel classico incontro tra domanda e offerta.

1.    Le persone diventano gestori della marca

Esiste un segmento di consumatori, in crescita, che è diventato autonomo nella creazione delle informazioni e dei contenuti, aspetto che prima era totalmente nelle mani delle aziende. La divulgazione delle informazioni sul prodotto/servizio, la creazione del passaparola e addirittura in certi casi la fase di progettazione o perfezionamento sono passati in parte nelle mani degli utenti. Il valore del bene offerto non è più costruito solo dall’azienda che lo produce ma anche da quegli utenti che hanno il potere di influenzare attraverso i propri pareri e comportamenti le scelte delle altre persone. Per capire meglio il fenomeno, pensate ai blogger che parlano di determinati prodotti e servizi: essi molto spesso attraverso la divulgazione della loro opinione diventano degli influenzatori attivi sulle scelte dei vari utenti, tanto è che le aziende hanno iniziato (giustamente) a dare molto importanza ad essi.

2.    Le persone possono parlare con le aziende

Con l’avvento del web, l’azienda non viene vista più come mera divulgatrice della comunicazione, ma come parte di essa. I consumatori sono sempre più propensi ad entrare in contatto con le aziende, non le vedono più come realtà super partes della comunicazione ma come nodi integrati della stessa. Sicuramente tale cambiamento ha portato molto impegno per le aziende nel gestire le varie relazioni, ma se sfruttate nel modo giusto questo può far nascere delle buone opportunità. Si pensi ai portali di recensione che hanno messo in stretto contatto le attività con i propri clienti, permettendo loro di conoscere le opinioni e le esigenze del proprio target, oppure ai vari social media che hanno abbattuto completamente le distanze tra brand e cliente.

Stay hungry stay foolish

3.    Le persone come principale pensiero dei brand

Tutto quello che abbiamo detto porta ha una nuova focalizzazione dell’azienda, che non mette più al primo piano se stessa ma dona il ruolo di “attore principale” alle persone. Il consumatore di oggi, chiamiamolo “evoluto”, ha interesse a seguire le varie azioni intraprese, a conoscere la mission e i valori che caratterizzano l’azienda. Tali aspetti, se condivisi, possono generare una forte relazione e, nel migliore dei casi, quando gli individui si immedesimano nei valori del brand, ciò può portare anche alla nascita di vere e proprie comunità attorno ad esso. Un esempio è dato dal brand Ducati che è riuscito a concentrare un forte valore attorno a sé (sono noti i vari raduni che si svolgono con lo scopo di raggruppare i vari appassionati e rafforzare tale senso di comunità).

4.    La transazione viene dopo la relazione

La transazione (fase di acquisto) diviene la fase finale di un processo che nasce molto prima. Tutti quegli aspetti di condivisione dei valori, di cura del cliente e della relazione con esso sono parte di un percorso che ha come scopo quello di conquistare la sua fiducia e condurlo ad acquistare il proprio prodotto/servizio. Pensate di voler comprare una moto: oltre a guardare le specifiche di prestazione a cui sarete sicuramente interessati, darete importanza anche al valore percepito e alla storia dell’azienda. Ma non solo, vi confronterete nella rete con persone che hanno già acquistato quella moto per conoscere la loro esperienza e la loro opinione. Queste sono tutte azioni che fanno parte del percorso prima citato e sono ovviamente sempre esistite, anche se in forma diversa. Se la competizione con le altre aziende non si basasse anche su questo, tutto si concentrerebbe su una scelta basata sul prezzo! Il web ha tuttavia rafforzato tale aspetto grazie all’abbattimento delle distanze e grazie alla capacità di mettere tutti sullo stesso piano.

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