Gli 8 cambiamenti portati dalla comunicazione digitale – Seconda Parte

Nel precedente articolo avevamo introdotto il tema della comunicazione digitale, parlando di alcuni importanti cambiamenti che questa ha apportato nel modo di porsi al mercato e di relazionarsi con il clienti (se te lo sei perso clicca qui). Procediamo nel scoprire gli altri punti:

5. La narrazione del brand

In questo periodo, si sente molto parlare di narrazione del brand (in inglese “storytelling”): vediamo nello specifico cosa significa. Qui sotto riporto la definizione data da Andrea Fontana (insegnante di Storytelling e Narrazione d’Impresa presso l’Università di Pavia), riportata in un articolo di Repubblica:

“Lo storytelling non è il raccontare storie o aneddoti, ma la creazione di rappresentazioni (testuali, visive, sonore, percettive) che un brand, un prodotto o servizio, una persona possono realizzare per emozionare e relazionarsi meglio con un pubblico. Lo storytelling è la creazione di un universo narrativo da parte di una autore (marca, prodotto, o persona) che invita altri (clienti, consumatori, stakeholders) a partecipare a un destino”.

Come si può intuire dalla definizione data da Fontana, lo storytelling non si basa solo sul raccontare storie, attività che poteva svolgere tranquillamente la pubblicità, ma sulla costruzione di un’autobiografia con le persone con cui hai instaurato una relazione. In pratica, si genera quel momento in cui i valori del brand acquisiscono un significato all’interno della vita delle persone stabilendo una forte relazione con essi.

6. Vera emotività

Nella pubblicità, la rappresentazione della felicità è sempre stata un punto cruciale ma con l’avvento del digitale tutto questo è cambiato, in quanto l’emotività costruita e recitata viene sostituita dalla vera generazione di emozioni. L’autore oggi quindi ha solo il compito di trasmettere il messaggio, mentre chi lo riceve e compra il prodotto/servizio diventa il vero generatore di emotività. Tale cambiamento è stato favorito dalla volontà delle persone di confrontarsi con messaggi autentici e dalle troppe fregature prese in passato, che hanno portato ad una poca fiducia delle persone nei confronti di aziende e marchi.

7. Consapevolezza nell’acquisto

Per capire meglio tale aspetto, usiamo la definizione che dà Wikipedia di “consumo critico o consapevole”:

“Per consumo critico o consapevole si intende la pratica di organizzare le proprie abitudini di acquisto e di consumo in modo da accordare la propria preferenza ai prodotti che posseggono determinati requisiti di qualità e differenti da quelli comunemente riconosciuti dal consumatore medio.”

Questo sta a significare che le persone intraprendono la fase di acquisto solo dopo una profonda riflessione sul prodotto/servizio e del suo valore aggiunto che questo porterà nella loro quotidianità. L’avvento del digitale ha facilitato ancora di più tale processo mettendo a disposizione del consumatore molte informazioni e recensioni che gli permettono di effettuare un’analisi più profonda e una valutazione più attenta.

8. La condivisione

Premetto che tale tema per importanza richiederebbe un intero articolo ad esso dedicato. Grazie al digitale si è sviluppato nelle persone un forte senso di condivisione, favorendo addirittura la nascita di un nuovo sistema economico (la “sharing economy”). Nel web ormai le cose che possono essere condivise sono molte: beni, servizi, informazioni, competenze, immagini, video ecc. Per porvi alcuni esempi pratici pensate a:

  • Blog e forum: strumenti molto importanti per la condivisione delle informazioni.
  • Social media: ognuno di esso si basa sulla condivisione di un aspetto, come ad esempio Instagram che è incentrato sulla condivisione delle immagini.
  • Servizi come BlaBlaCar, Airbnb, Uber ecc. che basano il proprio business sulla condivisione.

Questi sono solo alcuni esempi, ma lasciano ben capire come essa sia diventata un aspetto fondamentale delle nostre abitudini. La maggior parte di noi condividono ogni giorno un aspetto, più o meno importante, della propria vita o del proprio lavoro.

Scatto foto

Conclusioni

I punti trattati ci fanno ben intuire come il digitale non possa essere definito “una moda passeggera” ma come porti le aziende a ripensare il proprio modello comunicativo. Proprio perché le persone sono in costante ricerca dell’innovazione, rimanere sul classico “si è sempre fatto così” può essere dannoso e rischioso per la propria attività. Per ricevere l’attenzione del cliente è importante innovarsi e sperimentare nuovi approcci, in modo da differenziarsi e fare quel passo in più.

Gli spunti per la stesura dell’articolo sono stati presi dal libro: “Strategia digitale: Il manuale per comunicare in modo efficace su internet e i social media.” di G. Laurita e R. Venturini, Milano: Hoepli.

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